Salvatore ClemenzaIngegnere full-stack + IoT

Chi sono

Ho iniziato potando agrumeti in campagna. Poi le riparazioni hardware e software, un'azienda di e-commerce di informatica rigenerata, la logistica di magazzino. Oggi progetto sistemi IoT, software gestionale e integrazioni con l'IA. Non è «cambio spesso settore»: è sempre la stessa catena.

«Non sei solo uno sviluppatore IoT: sei un traduttore tra campo, impianto, dati, software e decisione operativa.»

Cinque ruoli dal 2014 a oggi, una direzione sola: dal problema fisico al dato, dal dato alla decisione.

  1. 2014 Potatore agricolo specializzato L5 Rocco Tambone · Scordia (CT)
  2. 2015–2017 Tecnico riparatore hardware e software Hitech · Scordia / Catania
  3. 2017–2022 Fondatore e amministratore PCExpress-IT-Remarketing in parallelo agli altri ruoli
  4. 2017–2022 Responsabile logistica e interventi straordinari In Campagna Rete
  5. 2022 — oggi Sviluppatore full-stack e sistemi IoT In Campagna Rete · Scordia (CT)

Il CV completo in PDF →

Potatore agricolo · 2014

Potatura di agrumeti e uliveti, trattamenti, e — già allora — la progettazione e la modifica di impianti di irrigazione. È il livello da cui oggi guardo l'IoT agricolo: chi progetta una centralina senza aver mai lavorato in campo immagina un utente astratto. Io ho visto cosa sono gli attrezzi, i tempi delle stagioni, l'acqua, la manutenzione.

Tecnico riparatore · 2015–2017

Riparazioni hardware e software di smartphone e computer, rigenerazione di notebook per la fascia business. Qui ho preso un'abitudine che non mi ha più lasciato: non fidarmi della prima ipotesi. È la stessa di oggi — separo i livelli (firmware, rete, database, interfaccia) e verifico dove si interrompe il flusso.

Fondatore di PCExpress · 2017–2022

Un'azienda di e-commerce di prodotti informatici rigenerati, fascia business. L'ho gestita da solo, in ogni sua parte:

  • il sito (HTML, CSS, JavaScript, SQL), il logo e i canali social;
  • la vendita su più piattaforme — Subito, eBay, il sito proprio;
  • il marketing: SEO, Google Ads, le promozioni;
  • gli acquisti dai fornitori esteri, in Europa;
  • la contabilità e la fatturazione, con Fatture in Cloud.

Cinque anni così insegnano una cosa che lo sviluppo puro non insegna: come un prodotto viene usato, mantenuto, venduto e spiegato dentro un processo reale — cliente, magazzino, assistenza, imprevisti. È la misura che porto oggi quando progetto una pipeline.

Responsabile logistica · 2017–2022

In parallelo, nello stesso gruppo dove lavoro oggi: scarico merci, giacenze, mezzi e macchinari, interventi meccanici straordinari, coordinamento degli operai. È il ponte. Stesso magazzino, ma il ruolo che mi ha fatto vedere ogni giorno i problemi che adesso digitalizzo.

Sviluppatore full-stack e sistemi IoT · 2022 — oggi

Oggi progetto, costruisco e mantengo webapp gestionali, sistemi IoT di campo e integrazioni con l'IA. Servono a digitalizzare processi prima gestiti su fogli di calcolo, con un obiettivo dichiarato: ridurre gli errori umani. Lavoro in autonomia sull'implementazione, dentro un team di quattro persone.

Questo ruolo, in buona parte, me lo sono costruito: ho iniziato recuperando bandi e dimostrando, numeri alla mano, che farli internamente rendeva più che affidarli a un'agenzia esterna.

«La continuità non è 'cambio spesso settore'. È: problema reale → diagnosi → processo → dato → automazione → decisione.»

Lavoro con l'IA su ogni progetto. Non come scorciatoia: come moltiplicatore di un metodo che avevo già. Conoscere gli strumenti che esistono, comporre il sistema giusto rispettando i vincoli reali — e con l'IA costruirlo in mesi, non in anni. Prima l'ingegnere, poi l'IA. Cinque sistemi in produzione, alcuni da due anni in campo, lo dimostrano.

In fondo è il lavoro dell'architetto, anche senza il titolo sulla carta: non scrivere ogni riga, ma vedere l'insieme e pesare ogni scelta con le sue conseguenze prima di muovermi, fino a quella di cui non mi pentirò. In SAIA, nell'Agenda del team, nelle logiche dei firmware l'architettura l'ho decisa io, pezzo per pezzo — e chi lavora con me lo conferma.

Come funziona questo metodo, passo per passo, è una pagina a parte: Come lavoro →

«Non è importante sapere ogni tecnologia alla perfezione, ma sapere che esiste e usarla al momento giusto.» — un mio professore all'ITIS Vaccarini.

L'ho vista funzionare progetto dopo progetto. SAIA — l'irrigazione automatizzata degli agrumi — doveva essere open source, a basso costo e di buon livello. L'architettura è venuta di conseguenza: Arduino Pro, un server Hetzner, Grafana e InfluxDB, Node-RED, JavaScript, MQTT, una SIM 4G Cat-M. Strumenti scelti perché sapevo che esistevano, poi approfonditi fino in fondo per quel progetto.

«Non sono solo quello che descrivi… la manutenzione la faccio ogni mese, o quando trovo un comportamento che non mi piace.»

Un sito su «l'IA usata bene» è credibile solo se è anche onesto. Non sono lo sviluppatore stressato che insegue la scadenza: il workspace lo curo perché mi interessa. L'inglese lo leggo bene, soprattutto tecnico, e capisco la voce chiara — ma non lo parlo. E questo sito è alla terza versione: le prime due le ho rifatte perché non erano abbastanza vere.

Base: Scordia, in provincia di Catania — ho casa qui. In Veneto sono presente una volta ogni una o due settimane: la mia compagna vive a Mestre. Non sto cercando lavoro. Ma non chiudo nessuna porta: sono in piena evoluzione e ho fame di capire.

Collaboro in modo ricorrente con il FabLab di Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, come progettista e mentor. È un rapporto vivo, non un episodio isolato.

«Anche quest'anno una super esperienza da progettista e mentor…» — Mirco Piccin, co-fondatore del FabLab Castelfranco Veneto